La differenza fondamentale
L'IA non è intelligenza come la intendiamo: è una nuova forma di agency. Floridi analizza le sfide della società post-IA con uno sguardo lucido e profondo.
L’intelligenza artificiale, in particolare nella forma degli LLM (Large Language Models) è ormai diventata una presenza pervasiva nelle nostre vite negli ultime tre anni.
Il nome, però, può trarci in inganno: non si tratta infatti di “intelligenza” come noi la intendiamo comunemente; quella che ad alcuni può sembrare soltanto una disquisizione semantica è invece una distinzione molto più profonda nel modo in cui pensiamo a questa entità.
Nel recente “La differenza fondamentale”, Luciano Floridi, professore di Scienze Cognitive e Founding Director del Digital Ethics Center a Yale, tratta nel dettaglio questa distinzione: l’IA non è intelligenza, bensì una nuova forma di “agency”, ossia una capacità di agire.
Questa chiave di lettura rende ancora più chiaro e centrale il ruolo dell’uomo e la sua responsaibilità nel gestire quetsa trasformativa innovazione.
Con uno sguardo lucido e profondamente reale sul tema, Floridi analizza inoltre le prospettive della società “post- IA” e le sfide che ci sottoporranno i prossimi decenni.
I temi
- Gli inganni nell’era dell’IA: l’inquinamento dell’infosera, i deepfake e gli “ectipi”
- Una versione evoluta della persuasione: l‘“ipersuasione”
- L’evoluzione del mondo del lavoro, dai colletti bianchi ai “colletti verdi”
- Le responsabilità sociali delle democrazie liberali